Archivi per la categoria ‘Collezionismo’
Guida al Collezionismo 2010
Filatelia, numismatica, filografia e affini
Disponibile presso http://ilmiolibro.kataweb.it
Il gesto del collezionare è fatto risalire, da alcuni autori, alla primitiva raccolta per la conservazione del cibo. Gesto che, attraverso una lenta evoluzione, è divenuto raccolta di oggetti al fine di trasmettere informazioni al futuro. Alcune collezioni sono focalizzate su particolari aspetti di un’area, come ad esempio: francobolli del XIX secolo o monete in oro. Altre sono più generali, come francobolli o monete di tutti i paesi del mondo. Tutte interessano però oggetti non facilmente deperibili e non facilmente reperibili. Altre collezioni sono preparate con il chiaro scopo di consentire una futura conversione in valuta: i beni rifugio. In breve: la primordiale raccolta di cibo per uso futuro si è evoluta in raccolta di beni, ma le ragioni del gesto collezionistico non sono cambiate. Aver ascoltato tanti affascinati dal gesto collezionistico ha fatto nascere l’intuizione di una guida che non fosse solo catalogo di oggetti ma fornisse maggiori informazioni sulla loro storia. Per fare in modo che il collezionare non sia dispersivo e disomogeneo si deve restringere il campo e concentrarsi su un periodo storico preciso: nella Guida al Collezionismo 2010 il periodo attraversa il Regno delle Due Sicilie, il Regno d’Italia e la Repubblica Italiana. Periodo non casuale ma volutamente scelto in quanto ancella di quella storia che ha trasformato la nazione da gruppo di regni divisi in attuale Repubblica fotografando giorno dopo giorno l’evoluzione degli usi e dei costumi italiani.
Conoscere la filatelia: la vignetta e la carta

- Image by Arca Coop via Flickr
La vignetta è la parte illustrata del francobollo. Normalmente contiene le indicazioni dello stato emittente, il valore nominale di affrancatura e solitamente rispetta la forma del francobollo. Solo la Gran Bretagna non indica esplicitamente lo stato emittente sostituendolo con il profilo del sovrano regnante. Questa prerogativa è esclusiva del Regno Unito fin dal lontano 1840. La vignetta può essere istituzionale quando è formata dai simboli delle istituzioni dello stato emittente, come ad esempio avveniva durante il Regno d’Italia quando s’imprimeva l’effigie del sovrano; può essere commemorativa se intende ricordare la ricorrenza di un avvenimento o un personaggio storico; può essere propagandistica come nel caso dei francobolli che portano un messaggio politico o di solidarietà. Il valore nominale di affrancatura attribuisce al francobollo un preciso valore nella moneta in corso nello stato emittente. Per questo motivo i francobolli hanno anche un limitato uso come “moneta di scambio”. Spesso, oltre al valore nominale è indicato un sovrapprezzo in beneficenza. In Italia nel 1910, l’emissione della serie detta “Garibaldi” fece coincidere l’inizio delle emissioni di vignette commemorative, con l’uso del sovrapprezzo che era a favore del Comitato Nazionale dei Festeggiamenti per il cinquantenario dell’unificazione del Paese. Nel 2006 la Repubblica Italiana ha emesso un valore da Euro 0,60 con sovrapprezzo di Euro 0,30 a favore dell’Associazione Pro Lotta ai Tumori del Seno. Il 17 novembre 2005 la Repubblica di San Marino ha emesso un francobollo che non indica il valore nominale, sostituito da un breve testo che chiarifica l’uso. Nel 1953 il Vietnam del Nord ha emesso una serie di francobolli che non esprimeva il valore nominale in moneta corrente ma in chili di riso: la vignetta indica un contadino intento alla coltivazione del cereale con quattro misure differenti da sei etti a cinque chili.
Nella storia della stampa dei francobolli sono stati usati tutti i tipi di carta e spesso per l’emissione di uno stesso francobollo sono stati usati tipi di carta differente. In alcuni francobolli sono stati impastati nella carta fili di seta o altra stoffa al posto della filigrana, al fine di consentire l’identificazione delle contraffazioni. Negli ultimi decenni è utilizzata la carta fluorescente affinché le obliteratrici automatiche siano in grado di riconoscere e annullare il francobollo. La carta non è però essenziale nella fabbricazione di un francobollo poiché esistono valori su pergamena, su lamine metalliche, su stoffa, su legno, ecc. Ad esempio è noto il francobollo di stoffa e merletto emesso dalla Repubblica Italiana nel 2005 per celebrare l’Arte del Merletto.
Conoscere la filatelia: i primi francobolli italiani.

- Image via Wikipedia
Il francobollo fece la sua prima comparsa in Italia il 1º giugno del 1850, quando il Regno Lombardo-Veneto emise la sua prima serie denominata “Aquila Bicipite”, che comprendeva cinque valori diversi. Nel giro di pochi mesi anche gli altri stati italiani preunitari si dotarono di francobolli: il 1º gennaio 1851 il Regno di Sardegna diede alle stampe la sua prima serie, recante l’effigie di Vittorio Emanuele II, mentre il 1º aprile successivo fu la volta del Granducato di Toscana con una serie di sei valori in crazie che raffiguravano il marzocco, stemma del granducato. Il 1º gennaio 1852 lo Stato Pontificio e nel giugno dello stesso anno il Ducato di Modena e il Ducato di Parma emettevano i loro primi francobolli. L’ultimo degli Antichi Sati Italiani ad adottare il nuovo metodo di pagamento delle tariffe postali fu il Regno delle Due Sicilie (1858), con una serie di sette valori in grana, tutti di colore rosa. Di questi, il ½ grana rosa (detto “Trinacria”) divenne una grande rarità quando, durante il Risorgimento il governo garibaldino, appena insediatosi a Napoli ne riprese la lastra di stampa per trasformarlo in ½ tornese. Fu usato l’azzurro di casa Savoia al posto del rosa scelto dai Borboni. Tale francobollo, rimasto in circolazione per un solo mese, è tra i più rari della storia postale italiana. In seguito all’unità d’Italia, furono estesi ai nuovi possedimenti sabaudi i francobolli del Regno di Sardegna. La prima emissione postunitaria avvenne tuttavia il 24 febbraio 1862, quando fu emesso il 10 centesimi bistro con l’effigie di Vittorio Emanuele II; questo francobollo, analogo a quello sardo del 1855, a differenza del primo era dotato di dentellatura. Il 1º dicembre 1863 vide infine la luce la prima serie espressamente studiata per coprire le tariffe postali del Regno d’Italia, che, a causa di una serie di vicissitudini, fu stampata in Inghilterra dalla tipografia De La Rue.
Conoscere la filatelia: Sir Rowland Hill
| La nascita del francobollo ed inconsapevolmente della filatelia è legata alla riforma di Sir Rowland Hill, ministro di sua Maesta Brittannnica la Regina Victoria, che nel 1837 ebbe l’intuizione del servizio postale prepagato. Precedentemente infatti, la riscossione della tariffa postale avveniva al momento del ricevimento e non alla spedizione. Pertanto le spese erano sempre a carico del destinatario. Non è dato a sapere se realmente Sir Hill intuì il nuovo metodo di pagamento osservando il rifiuto di una missiva da parte di una sconosciuta signora. La signora e l’amante si mandavano lettere con un codice cifrato e comprensibile dall’osservazione della sola calligrafia relativa all’indirizzo pertanto una volta osservata la lettera potevano benissimo rifiutarla avendo già dalla loro le notizie di interesse. Quel che è certo è che Sir Hill comprese come l’introduzione del prepagamento accompagnato da tariffe basse e uniformi, in base al peso piuttosto che alla distanza, avrebbe favorito l’aumento del traffico postale ricompensando ampiamente i minori introiti derivanti dalla riduzione tariffaria. Il 26 dicembre del 1839 il parlamento britannico approvò la riforma e quindi la realizzazione dei francobolli. Sir Rowland Hill suggerì come questi ultimi dovessero essere dei pezzi di carta con dimensioni sufficienti ad accogliere una stampa e dotati sul retro di una soluzione glutinosa idonea all’incollaggio, in modo che fosse provato l’avvenuto pagamento della tariffa postale. Il 6 maggio 1840 entrò in vigore il primo francobollo del mondo: il “Penny Black”; il famoso francobollo nero del valore di un penny con l’effigie della Regina. Otto anni dopo, nel 1848, l’ingegner Henry Archer inventò la perforazione meccanica completando così la genesi del francobollo dentellato: era nata la filatelia! |
Conoscere la filatelia: introduzione.

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Per “colpa” di Luigi Del Monaco che mi ha voluto concedere l’onore di intervenire più approfonditamente nel progetto “Al Mercato Delle Pulci” esordisco sul blog cercando di iniziare una serie di “pillole” o articoletti con lo scopo di conoscere quello che nel mondo è stato a lungo considerato il principe degli Hobby: la filatelia. In questo ambito vorrei intendere la conoscenza come mezzo di crescita per tutti gli interlocutori che vorranno commentare: autore compreso! Infatti, non nascondo, tanto più ampià sarà l’interlocuzione tanti più dubbi personali potrò sciogliere: la filatelia è immensa…la prima regola per conoscerla è aprirsi al dialogo ed al confronto diffidando di chiunque pretenda di avere la verità in tasca. Inoltre la filatelia non è statica: ciò di cui noi oggi siamo certi potrebbe essere confutato in futuro. Questo non deve però far pensare alla totale inesistenza di punti fermi: esistono numerosi elementi che danno alla filatelia la dignità di ancella della storia ed il rigore economico di bene rifugio universalmente accettato. Circa il ruolo di ancella della storia basti pensare alla nascita dei francobolli commemorativi; ossia di quelli pensati per sottolineare personaggi ed eventi propri della storia. Riguardo il ruolo di bene economico scopriremo come sia tutto legato alla rarità. Cominciamo quindi dal “principio” e mettiamo i primi due punti fermi: la nascita del francobollo. Avvenne il 6 maggio 1840 quando ad opera di Sir Rowland Hill, ministro delle poste brittanniche, entrò in vigore il primo francobollo del mondo, passato alla storia col nomignolo di “Penny Black”. La filatelia invece non ha una data certa di nascita, quel che è certo è che il collezionista Georges Herpin nel 1864 coniò il termine “filatelista”, neologismo di etimologia greca che significa “amante dell’assenza di tassa”. Nei successivi incontri scopriremo i termini di questo “amore”.
Tutte le cose che ora si credono antichissime furono nuove un tempo……
Prendo spunto dal titolo di un libro:
”Memorie di cose. Attrezzi, oggetti e cose del passato raccolti per non dimenticare” Mi è sembrato il punto giusto da dove far iniziare questa presentazione affinché si incastri in questo nuovo Blog. Infatti non è molto importante chi io sia: …… Sabrina abito a Firenze e fra pochissime lune compio i miei primi 50 anni! Importa invece cosa mi
ha portato a seguire questo progetto “Al Mercato delle Pulci” Direi da sempre colleziono tutto ciò che è vecchio, no mi correggo tutto ciò che ha una memoria. Ne ho la casa piena, raramente oggetti di valore semmai il valore è dato dalla storia dell’oggetto stesso. Cose trovate nei posti più impensati: “ I famosi Tour de Pubelles du Mercredì) sulla costa Francese (allora vivevo, li) quanti reperti in quei cassonetti quanta gioia ha dato il recuperarli quanta ne ha regalata il cercare di ricostruire la loro storia. Quanti fine settimana passati a contrattare sulle bancarelle di tutti i paesi visitati. Tutti oggetti con una doppia storia: l’originale e quella che accompagna il ritrovamento. E poi ancora il cercare di restaurare, riparare, ridipingere, di cambiarne l’uso che se ne faceva: “Vecchie cassette delle lettere in legno divengono Magnifiche Edicole per le case delle bambole”. La fantasia non mi è mai mancata è forse quella parte di me rimasta bambina che mi da ancora la gioia di guardare al nuovo con stupore, al passato con curiosità, talvolta ammirazione. “Al mercato delle Pulci” : …La possibilità di poter incontrare per primo Luigi del Monaco che ringrazio per la magnifica idea e poi spero tante altre persone che come me cercano la “Memoria delle cose”. Il come ho conosciuto Luigi è una storia a se, perchè come mi ha detto lui: “E’ nella casualità che si incontrano le persone migliori” Grazie Luigi e buon “collezionismo” a tutti!
Sabrina Coccoloni
Un video dedicato ai collezionisti.
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