| La nascita del francobollo ed inconsapevolmente della filatelia è legata alla riforma di Sir Rowland Hill, ministro di sua Maesta Brittannnica la Regina Victoria, che nel 1837 ebbe l’intuizione del servizio postale prepagato. Precedentemente infatti, la riscossione della tariffa postale avveniva al momento del ricevimento e non alla spedizione. Pertanto le spese erano sempre a carico del destinatario. Non è dato a sapere se realmente Sir Hill intuì il nuovo metodo di pagamento osservando il rifiuto di una missiva da parte di una sconosciuta signora. La signora e l’amante si mandavano lettere con un codice cifrato e comprensibile dall’osservazione della sola calligrafia relativa all’indirizzo pertanto una volta osservata la lettera potevano benissimo rifiutarla avendo già dalla loro le notizie di interesse. Quel che è certo è che Sir Hill comprese come l’introduzione del prepagamento accompagnato da tariffe basse e uniformi, in base al peso piuttosto che alla distanza, avrebbe favorito l’aumento del traffico postale ricompensando ampiamente i minori introiti derivanti dalla riduzione tariffaria. Il 26 dicembre del 1839 il parlamento britannico approvò la riforma e quindi la realizzazione dei francobolli. Sir Rowland Hill suggerì come questi ultimi dovessero essere dei pezzi di carta con dimensioni sufficienti ad accogliere una stampa e dotati sul retro di una soluzione glutinosa idonea all’incollaggio, in modo che fosse provato l’avvenuto pagamento della tariffa postale. Il 6 maggio 1840 entrò in vigore il primo francobollo del mondo: il “Penny Black”; il famoso francobollo nero del valore di un penny con l’effigie della Regina. Otto anni dopo, nel 1848, l’ingegner Henry Archer inventò la perforazione meccanica completando così la genesi del francobollo dentellato: era nata la filatelia! |