Conoscere la filatelia: la vignetta e la carta

Francobollo
Image by Arca Coop via Flickr

La vignetta è la parte illustrata del francobollo. Normalmente contiene le indicazioni dello stato emittente, il valore nominale di affrancatura e solitamente rispetta la forma del francobollo. Solo la Gran Bretagna non indica esplicitamente lo stato emittente sostituendolo con il profilo del sovrano regnante. Questa prerogativa è esclusiva del Regno Unito fin dal lontano 1840. La vignetta può essere istituzionale quando è formata dai simboli delle istituzioni dello stato emittente, come ad esempio avveniva durante il Regno d’Italia quando s’imprimeva l’effigie del sovrano; può essere commemorativa se intende ricordare la ricorrenza di un avvenimento o un personaggio storico; può essere propagandistica come nel caso dei francobolli che portano un messaggio politico o di solidarietà. Il valore nominale di affrancatura attribuisce al francobollo un preciso valore nella moneta in corso nello stato emittente. Per questo motivo i francobolli hanno anche un limitato uso come “moneta di scambio”. Spesso, oltre al valore nominale è indicato un sovrapprezzo in beneficenza. In Italia nel 1910, l’emissione della serie detta “Garibaldi” fece coincidere l’inizio delle emissioni di vignette commemorative, con l’uso del sovrapprezzo che era a favore del Comitato Nazionale dei Festeggiamenti per il cinquantenario dell’unificazione del Paese. Nel 2006 la Repubblica Italiana ha emesso un valore da Euro 0,60 con sovrapprezzo di Euro 0,30 a favore dell’Associazione Pro Lotta ai Tumori del Seno. Il 17 novembre 2005 la Repubblica di San Marino ha emesso un francobollo che non indica il valore nominale, sostituito da un breve testo che chiarifica l’uso. Nel 1953 il Vietnam del Nord ha emesso una serie di francobolli che non esprimeva il valore nominale in moneta corrente ma in chili di riso: la vignetta indica un contadino intento alla coltivazione del cereale con quattro misure differenti da sei etti a cinque chili.
Nella storia della stampa dei francobolli sono stati usati tutti i tipi di carta e spesso per l’emissione di uno stesso francobollo sono stati usati tipi di carta differente. In alcuni francobolli sono stati impastati nella carta fili di seta o altra stoffa al posto della filigrana, al fine di consentire l’identificazione delle contraffazioni. Negli ultimi decenni è utilizzata la carta fluorescente affinché le obliteratrici automatiche siano in grado di riconoscere e annullare il francobollo. La carta non è però essenziale nella fabbricazione di un francobollo poiché esistono valori su pergamena, su lamine metalliche, su stoffa, su legno, ecc. Ad esempio è noto il francobollo di stoffa e merletto emesso dalla Repubblica Italiana nel 2005 per celebrare l’Arte del Merletto.

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