Comprare Al Mercato delle Pulci

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Al mercato delle pulci, non è solo un sito di e-commerce, ma forum, blog e presenti in eBay, facebook, twitter e tanti altri social networking
Avvalendoci, delle nostre conoscenze tecniche e commerciali del campo, abbiamo sviluppato un sistema eccellente di interazione tra acquirente e venditore.
La nostra presenza a 360° sul web, deve per forza, sprigionare un senso di fiducia, perchè ci mettiamo la faccia, e la nostra reputazione.
Al mercato delle pulci, è comunque un progetto aperto nella filosofia del web 2.0 , perchè cerchiamo di referenziare al massimo, le persone che conosciamo bene per la loro onestà e professionalità e siamo in grado, a chi lo desideri, di offrire un servizio di commercio elettronico completo e indipendente.
Tutti gli oggetti in vendita Al Mercato delle pulci, sono contemporaneamente, in vendita anche su ebay, dove il nostro lavoro, ci ha portati ad una eccellente reputazione certificata dai nostri feedback.
Chiaramente acquistare dal sito al di fuori di eBay, porta a risparmiare perchè i prezzi sono decisamente più bassi.
Guida al Collezionismo 2010
Filatelia, numismatica, filografia e affini
Disponibile presso http://ilmiolibro.kataweb.it
Il gesto del collezionare è fatto risalire, da alcuni autori, alla primitiva raccolta per la conservazione del cibo. Gesto che, attraverso una lenta evoluzione, è divenuto raccolta di oggetti al fine di trasmettere informazioni al futuro. Alcune collezioni sono focalizzate su particolari aspetti di un’area, come ad esempio: francobolli del XIX secolo o monete in oro. Altre sono più generali, come francobolli o monete di tutti i paesi del mondo. Tutte interessano però oggetti non facilmente deperibili e non facilmente reperibili. Altre collezioni sono preparate con il chiaro scopo di consentire una futura conversione in valuta: i beni rifugio. In breve: la primordiale raccolta di cibo per uso futuro si è evoluta in raccolta di beni, ma le ragioni del gesto collezionistico non sono cambiate. Aver ascoltato tanti affascinati dal gesto collezionistico ha fatto nascere l’intuizione di una guida che non fosse solo catalogo di oggetti ma fornisse maggiori informazioni sulla loro storia. Per fare in modo che il collezionare non sia dispersivo e disomogeneo si deve restringere il campo e concentrarsi su un periodo storico preciso: nella Guida al Collezionismo 2010 il periodo attraversa il Regno delle Due Sicilie, il Regno d’Italia e la Repubblica Italiana. Periodo non casuale ma volutamente scelto in quanto ancella di quella storia che ha trasformato la nazione da gruppo di regni divisi in attuale Repubblica fotografando giorno dopo giorno l’evoluzione degli usi e dei costumi italiani.
Conoscere la filatelia: la vignetta e la carta

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La vignetta è la parte illustrata del francobollo. Normalmente contiene le indicazioni dello stato emittente, il valore nominale di affrancatura e solitamente rispetta la forma del francobollo. Solo la Gran Bretagna non indica esplicitamente lo stato emittente sostituendolo con il profilo del sovrano regnante. Questa prerogativa è esclusiva del Regno Unito fin dal lontano 1840. La vignetta può essere istituzionale quando è formata dai simboli delle istituzioni dello stato emittente, come ad esempio avveniva durante il Regno d’Italia quando s’imprimeva l’effigie del sovrano; può essere commemorativa se intende ricordare la ricorrenza di un avvenimento o un personaggio storico; può essere propagandistica come nel caso dei francobolli che portano un messaggio politico o di solidarietà. Il valore nominale di affrancatura attribuisce al francobollo un preciso valore nella moneta in corso nello stato emittente. Per questo motivo i francobolli hanno anche un limitato uso come “moneta di scambio”. Spesso, oltre al valore nominale è indicato un sovrapprezzo in beneficenza. In Italia nel 1910, l’emissione della serie detta “Garibaldi” fece coincidere l’inizio delle emissioni di vignette commemorative, con l’uso del sovrapprezzo che era a favore del Comitato Nazionale dei Festeggiamenti per il cinquantenario dell’unificazione del Paese. Nel 2006 la Repubblica Italiana ha emesso un valore da Euro 0,60 con sovrapprezzo di Euro 0,30 a favore dell’Associazione Pro Lotta ai Tumori del Seno. Il 17 novembre 2005 la Repubblica di San Marino ha emesso un francobollo che non indica il valore nominale, sostituito da un breve testo che chiarifica l’uso. Nel 1953 il Vietnam del Nord ha emesso una serie di francobolli che non esprimeva il valore nominale in moneta corrente ma in chili di riso: la vignetta indica un contadino intento alla coltivazione del cereale con quattro misure differenti da sei etti a cinque chili.
Nella storia della stampa dei francobolli sono stati usati tutti i tipi di carta e spesso per l’emissione di uno stesso francobollo sono stati usati tipi di carta differente. In alcuni francobolli sono stati impastati nella carta fili di seta o altra stoffa al posto della filigrana, al fine di consentire l’identificazione delle contraffazioni. Negli ultimi decenni è utilizzata la carta fluorescente affinché le obliteratrici automatiche siano in grado di riconoscere e annullare il francobollo. La carta non è però essenziale nella fabbricazione di un francobollo poiché esistono valori su pergamena, su lamine metalliche, su stoffa, su legno, ecc. Ad esempio è noto il francobollo di stoffa e merletto emesso dalla Repubblica Italiana nel 2005 per celebrare l’Arte del Merletto.
Conoscere la filatelia: i primi francobolli italiani.

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Il francobollo fece la sua prima comparsa in Italia il 1º giugno del 1850, quando il Regno Lombardo-Veneto emise la sua prima serie denominata “Aquila Bicipite”, che comprendeva cinque valori diversi. Nel giro di pochi mesi anche gli altri stati italiani preunitari si dotarono di francobolli: il 1º gennaio 1851 il Regno di Sardegna diede alle stampe la sua prima serie, recante l’effigie di Vittorio Emanuele II, mentre il 1º aprile successivo fu la volta del Granducato di Toscana con una serie di sei valori in crazie che raffiguravano il marzocco, stemma del granducato. Il 1º gennaio 1852 lo Stato Pontificio e nel giugno dello stesso anno il Ducato di Modena e il Ducato di Parma emettevano i loro primi francobolli. L’ultimo degli Antichi Sati Italiani ad adottare il nuovo metodo di pagamento delle tariffe postali fu il Regno delle Due Sicilie (1858), con una serie di sette valori in grana, tutti di colore rosa. Di questi, il ½ grana rosa (detto “Trinacria”) divenne una grande rarità quando, durante il Risorgimento il governo garibaldino, appena insediatosi a Napoli ne riprese la lastra di stampa per trasformarlo in ½ tornese. Fu usato l’azzurro di casa Savoia al posto del rosa scelto dai Borboni. Tale francobollo, rimasto in circolazione per un solo mese, è tra i più rari della storia postale italiana. In seguito all’unità d’Italia, furono estesi ai nuovi possedimenti sabaudi i francobolli del Regno di Sardegna. La prima emissione postunitaria avvenne tuttavia il 24 febbraio 1862, quando fu emesso il 10 centesimi bistro con l’effigie di Vittorio Emanuele II; questo francobollo, analogo a quello sardo del 1855, a differenza del primo era dotato di dentellatura. Il 1º dicembre 1863 vide infine la luce la prima serie espressamente studiata per coprire le tariffe postali del Regno d’Italia, che, a causa di una serie di vicissitudini, fu stampata in Inghilterra dalla tipografia De La Rue.
Conoscere la filatelia: Sir Rowland Hill
| La nascita del francobollo ed inconsapevolmente della filatelia è legata alla riforma di Sir Rowland Hill, ministro di sua Maesta Brittannnica la Regina Victoria, che nel 1837 ebbe l’intuizione del servizio postale prepagato. Precedentemente infatti, la riscossione della tariffa postale avveniva al momento del ricevimento e non alla spedizione. Pertanto le spese erano sempre a carico del destinatario. Non è dato a sapere se realmente Sir Hill intuì il nuovo metodo di pagamento osservando il rifiuto di una missiva da parte di una sconosciuta signora. La signora e l’amante si mandavano lettere con un codice cifrato e comprensibile dall’osservazione della sola calligrafia relativa all’indirizzo pertanto una volta osservata la lettera potevano benissimo rifiutarla avendo già dalla loro le notizie di interesse. Quel che è certo è che Sir Hill comprese come l’introduzione del prepagamento accompagnato da tariffe basse e uniformi, in base al peso piuttosto che alla distanza, avrebbe favorito l’aumento del traffico postale ricompensando ampiamente i minori introiti derivanti dalla riduzione tariffaria. Il 26 dicembre del 1839 il parlamento britannico approvò la riforma e quindi la realizzazione dei francobolli. Sir Rowland Hill suggerì come questi ultimi dovessero essere dei pezzi di carta con dimensioni sufficienti ad accogliere una stampa e dotati sul retro di una soluzione glutinosa idonea all’incollaggio, in modo che fosse provato l’avvenuto pagamento della tariffa postale. Il 6 maggio 1840 entrò in vigore il primo francobollo del mondo: il “Penny Black”; il famoso francobollo nero del valore di un penny con l’effigie della Regina. Otto anni dopo, nel 1848, l’ingegner Henry Archer inventò la perforazione meccanica completando così la genesi del francobollo dentellato: era nata la filatelia! |
Ritrovare il proprio passato.

- Image by cbibeep via Flickr
Da anni cerco di capire la psicologia delle persone che hanno la propria vita, attaccata alle cose, persone che vivono immerse nei ricordi, accompagnate da oggetti di ogni tipo.
Conservare tutto, da una vecchia scatola di caramelle, ai jeans oramai logori, indossati al primo appuntamento. Cosa ci porta a legare e incollare la nostra vita a questi oggetti? La senzazione riprovata, nel guardare, accarezzare, odorare, quell’oggetto che ci ricorda un momento particolare della nostra vita.
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Porcellane: Falsi e copie (parte 1)
Da molto tempo l’amore e l’arte ha fatto nascere falsi e copie. Fin dal Rinascimento il mondo delle porcellane è segnato dalle copie. Questo perchè molto spesso le opere richieste erano troppo poco numerose per il numero di collezionisti.

- Image by stileartedesign via Flickr
Normalmente la fabbricazione dei falsi è legata al desiderio di procurarsi denaro in maniera illecita. Ma ci fu un’epoca in Europa durante la quale le copie, accanto al numero insufficiente di opere autentiche, traducevano il livello artistico raggiunto da un paese, una nazione o una società, in un preciso momento della sua storia.
E perciò abbiamo assistito nel XIX secolo ad uno sbocciare di copie. Trattasi spesso di opere di specialisti, perfettamente realizzate sia dal punto di vista tecnico sia da quello artistico. Leggi il resto di questo articolo »
Conoscere la filatelia: introduzione.

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Per “colpa” di Luigi Del Monaco che mi ha voluto concedere l’onore di intervenire più approfonditamente nel progetto “Al Mercato Delle Pulci” esordisco sul blog cercando di iniziare una serie di “pillole” o articoletti con lo scopo di conoscere quello che nel mondo è stato a lungo considerato il principe degli Hobby: la filatelia. In questo ambito vorrei intendere la conoscenza come mezzo di crescita per tutti gli interlocutori che vorranno commentare: autore compreso! Infatti, non nascondo, tanto più ampià sarà l’interlocuzione tanti più dubbi personali potrò sciogliere: la filatelia è immensa…la prima regola per conoscerla è aprirsi al dialogo ed al confronto diffidando di chiunque pretenda di avere la verità in tasca. Inoltre la filatelia non è statica: ciò di cui noi oggi siamo certi potrebbe essere confutato in futuro. Questo non deve però far pensare alla totale inesistenza di punti fermi: esistono numerosi elementi che danno alla filatelia la dignità di ancella della storia ed il rigore economico di bene rifugio universalmente accettato. Circa il ruolo di ancella della storia basti pensare alla nascita dei francobolli commemorativi; ossia di quelli pensati per sottolineare personaggi ed eventi propri della storia. Riguardo il ruolo di bene economico scopriremo come sia tutto legato alla rarità. Cominciamo quindi dal “principio” e mettiamo i primi due punti fermi: la nascita del francobollo. Avvenne il 6 maggio 1840 quando ad opera di Sir Rowland Hill, ministro delle poste brittanniche, entrò in vigore il primo francobollo del mondo, passato alla storia col nomignolo di “Penny Black”. La filatelia invece non ha una data certa di nascita, quel che è certo è che il collezionista Georges Herpin nel 1864 coniò il termine “filatelista”, neologismo di etimologia greca che significa “amante dell’assenza di tassa”. Nei successivi incontri scopriremo i termini di questo “amore”.
Primo Web Meeting Al mercato delle pulci

- Image by rita banerji via Flickr
Bene amici, detto fatto e promesse mantenute. Non avreste mai immaginato di poter lavorare con così tanti strumenti, e di perfezionare le vostre conoscenze in una maniera così semplice e per giunta gratuita.
Annunciamo il primo Web Meeting del progetto Al Mercato delle pulci, due ore di risorse, e le riceverai comodamente seduto al tuo pc.
Luigi Del Monaco, ci parlerà delle ultime modifiche eBay e di come e perchè spostarsi con la propria attività altrove. Nel corso dell’evento, verrà illustrata, un altra parte del progetto, strettamente riservata, agli iscritti al forum . Agli iscritti del forum, è stato mandato un invito, da parte di Dim Dim , che è la piattaforma di web conferenze sulla quale si terrà il meeting.
L’incontro è per il giorno 13 ottobre, alle ore 19,00 ed avrà la durata di due ore, delle quali, 30 minuti di domande e risposte.
Il tutto è gratuito per i soli iscritti al forum, tuttavia lo staff, potrà escludere chiunque non rispecchi la politica impostata .
Per coloro che no hanno ancora ricevuta l’email di invito da parte di Dim Dim , è possibile registrarsi all’evento, attraverso il form sottostante
Porcellane antiche: le marche

- Image via Wikipedia
Qui, al mercato delle pulci, siamo felici di inaugurare una nuova categoria di grande interesse per tutti gli appassionati: le porcellane e le ceramiche antiche.
Dopo una attenta analisi abbiamo riscontrato una grande richiesta di informazioni riguardo i grandi marchi della porcellana antica.
Sono felice dunque di aggiungere periodicamente articoli che possano essere utili a tutti gli appassionati del settore.
Iniziamo subito con una nuova rubrica: i marchi!
Chiariamo subito una cosa:
Le marche della porcellana hanno una funzione completamente diversa da quelle degli oggetti di metallo prezioso o di peltro. Il punzone è una marca ufficiale che indica la composizione della lega dell’oro, dell’argento o di altri metalli e per quanto riguarda il peltro, la quantità di piombo contenuto, per ragioni igieniche.
Questo controllo ufficiale non era necessario per le porcellane. Le marche delle porcellane hanno solo un fine commerciale. In Europa, la prima marca, escludendo le copie delle marche cinesi, sembrerebbe essere quella a spade incrociate, emblema di Meissen. Questa è la sua origine secondo O.Walcha. A partire dal 1722, un uomo previdente, l’ispettore Steinbruck, propose di marcare la produzione della Sassonia, per proteggerla dalla concorrenza dei pittori a domicilio e sopratutto dalla nuova manifattura aperta a Vienna.
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